E-Cowork

Una rete di lavoro condiviso

E-cowork interviste e storie: Didi Ferrofino e la nascita di un’idea.

La nascita di nuove attività, le avventure professionali di  giovani che hanno intrapreso carriere innovative mi hanno sempre affascinato anche per il desiderio di emulazione che può derivare.  La storia di Didi, una giovane signora di una cittadina piemontese e coworker di Lab121, può sicuramente fornire spunti interessanti anche in ottica di storytelling.

Didi decide di avviare un’attività e sceglie Courmayeur,  località montana della Valle d’Aosta, dove trascorre da anni le vacanze. Courmayeur é considerata da molti un po’ modaiola, ma é meta di molti stranieri tra cui francesi, inglesi, russi, etc. e quindi particolarmente adatta ad accogliere un nuovo concetto di negozio.

Didi ha idee non ancora chiare, ma al contempo molte passioni inespresse. Con la consulenza del commercialista avvia una mini ricerca di mercato per capire come orientarsi. Prima di tutto fa un’analisi delle attività già presenti, tenendo conto anche dei propri interessi. Un negozio di intimo, un negozio di accessori per animali, una catena in franchising, tanti settori diversi, ma una grande passione che guida le sue scelte.  Inizia a prendere contatto con alcuni negozi disponibili e quindi a comprendere il valore di mercato.

Le difficoltà non mancano: scegliere l’idea giusta e superare la preoccupazione dei familiari e di alcuni amici che cercano di dissuaderla dall’intraprendere quest’avventura imprenditoriale. Certo il momento economico non è sicuramente roseo e le incognite sono molte.

In occasione del Fuori Salone di Milano, grazie ad un’amica, conosce Francesca Zamunaro, una fashion designer , Talent Scout, Buyer e Social media manager, conosciuta sul web come Frampesca.

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Da questo incontro nascono altre idee e finalmente il sogno inizia ad avere contorni più definiti: un concept store, una novità assoluta per Courmayeur.  Novità anche per i conoscenti ai quali deve spiegare di che cosa si tratta ed illustrarne le peculiarità.

L’attività di Didi diventa frenetica: trovare il locale idoneo, cercare nuovi brand, ottenere prodotti in esclusiva , ad esempio, di L’Occitane che non aveva alcun punto vendita in Valle o di gioielli semi preziosi realizzati come pezzi unici per Senza Tempo da un’amica di sempre di origine giapponese,  Meg Miyano. L’idea innovativa è anche abbinare a lato di nuovi brand luxury vintage di grande prestigio, Chanel, Gucci e Vuitton, ad esempio, e mostre temporanee di pittura moderna, di grafica, eventi di tipo culturale che coinvolgono scrittori, artisti e workshop di illustratori per bambini quali Andrea Musso, coworker del Lab121 ed autore del famoso Gatto Killer.

Tutte le attività, anche se frenetiche, si svolgono in un arco di tempo molto limitato, il sogno prende forma man mano come se un abile regista fosse incaricato di scrivere e realizzare una perfetta sceneggiatura. La location viene scelta ed affittata, si perfeziona l’arredo, si definiscono gli accordi con i brand, si decide il logo.  La simbologia ha un ruolo di primo piano: il tempo rappresentato dall’orologio, le montagne che ricordano la location, la mongolfiera che vola al di sopra di tutto. E’ Senzatempo, perché, come si legge nella Fan Page  è:

 ‘Arte contemporanea e design, fashion made in Italy, luxury vintage, corner l’Occitane en Provence’

un mix , un concetto al di là del tempo.

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L’inaugurazione è avvenuta il 4 luglio, in occasione dell’evento Celtica 2014 ed il Lab121 non ha potuto mancare. Stefania Burra e Simonetta sono intervenute ai festeggiamenti.

Ho scelto di porre qualche domanda alla protagonista per capire meglio i suoi progetti futuri e le indicazioni che potrebbe dare a giovani che volessero intraprendere questa strada. Ecco di seguito la breve intervista.

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1.Ciao Didi, abbiamo parlato di sogno e di come si possa riuscire a raggiungere gli obiettivi con determinazione e tenacia. Il tuo sogno è realizzato?
Non in pieno, perché’ sto sviluppando altri progetti quali l’e.commerce e punto ad avere maggiore visibilità’ in Europa.

2. Quali strategie stai adottando per comunicare?
Sto utilizzando la rete ed in particolar modo Facebook e sto puntando su eventi che possano dare visibilità’ e legare il nome di Senzatempo ad un concetto di esclusività’ che non vuol dire costoso, ma semplicemente unico e particolare.

3. Che consigli ti sentiresti di dare a giovani che vogliano intraprendere questo tipo di attività?
Consiglierei di partire sempre e comunque, mettersi in gioco in modo da poter concretizzare i propri sogni. E’ necessario avere una linea guida da seguire con al contempo una capacità’ di adattamento e quindi grande flessibilità’

Grazie Didi, ci vedremo presto nel concept store e continueremo a raccontare la tua storia.

Simo Pozzi (@SIMO2)

 

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