E-Cowork

Una rete di lavoro condiviso

E-cowork interviste: Andrea Boscaro di The Vortex

Formatore #ecommerce e #socialmedia, fondatore di The Vortex, co-autore di “Fare politica digitale” – ecco come si presenta Andrea su Twitter (@andrea_boscaro). Le sue attività ed interessi sono molteplici e con E-cowork abbiamo voluto approfondire alcuni temi ed aggiornarvi sugli impegni che lo vedono coinvolto nei prossimi mesi.

In Alessandria, che abbiamo scoperto essere la sua città natale, a settembre 2012 ha partecipato come relatore a EspressoCoworking  con un workshop “I Social media, il Coworking, ma soprattutto tante Giraffe”  e  sempre al Lab121  ha presentato il suo libro dedicato alla politica.

andrea

Ciao Andrea, parliamo subito delle ultime novità che ti vedono coinvolto: la collaborazione con Alessandrianews.

Si può dire che le giraffe siano scese nella città di Alessandria. Raccontaci com’è nata l’idea di una rubrica per la tua città natale?

E’ nata grazie a Lab121 🙂 Della presentazione del libro di The Vortex “Fare politica digitale” ha sentito parlare Giulia Gastaldo di Alessandrianews e da lì è nato tutto.

Seguendoti da tempo è emersa una passione comune: la politica. Il libro “Fare politica digitale”  di The Vortex ha visto la sinergia con  Paola Giudiceandrea, giornalista ed esperta di media digitali, ci racconti le motivazioni che sono alla base di questa collaborazione?

Nella nostra attività di formatori sui temi dei media digitali, raccontavamo alle aziende così tanti esempi di loro uso, positivo e negativo, da parte della politica che abbiamo pensato di metterli tutti insieme e di raccontarli in un percorso esplicitamente dedicato a candidati e partiti, sempre con un taglio formativo e non accademico, tipico di The Vortex.

Nell’ultima campagna elettorale abbiamo notato che sono variate anche le modalità con le quali monitorare e gestire i commenti degli utenti, hai dei suggerimenti per gli staff  dei politici? In particolar modo come possono mantenere vivo il consenso, utilizzando i social fuori dal periodo della campagna elettorale?

Il punto cruciale è che sui social media occorre sempre “essere in campagna elettorale” cioè non stancarsi mai di ascoltare gli utenti, ingaggiarli sui temi, mobilitarli in vista di eventi fisici o digitali, puntare alla condivisione dei contenuti che si mettono a fattore comune: il suggerimento è quindi stare sempre sul pezzo e lavorare costantemente per accrescere e animare la relazione con gli utenti.

Ritieni che lo storytelling, molto utilizzato da Obama nei sui discorsi ufficiali e nelle sue campagne elettorali possa essere seguito anche dai politici italiani? Al momento si dimostrano molto distanti da questa modalità di comunicazione e gli sforzi fatti  per ottenere  maggior consenso mediatico non hanno portato maggior consenso nelle urne.

I social media in particolare hanno la caratteristica di disvelare l’autenticità delle persone: Obama è certamente un brand, ma è anche una persona i cui comportamenti sono credibili. Il lavoro da fare sui politici italiani non può essere solo “tecnico-digitale”, ma di marketing e comunicazione legato alle proprie circostanze personali ed alla loro percezione da parte degli utenti.

Un’anticipazione: sabato 21 settembre a Rimini presso il BlogFest  farai un intervento in merito a “Serve davvero la rete alla politica italiana?” .  Tra i  blog, i motori di ricerca, Facebook, Twitter, quali ritieni che possano essere più utili in campagna elettorale?

Facebook, per i numeri che raggiunge, è uno strumento relazionale con i propri simpatizzanti, Twitter è perlopiù un canale di digital PR ed infine il blog deve essere posto al servizio sia dell’organizzazione della propria attività politica che della spendita dei contenuti editoriali di cui ci si fa portatori all’interno dei motori di ricerca.

Negli ultimi tempi si è parlato molto di  crowdfunding, molto utilizzato da Obama che ha pagato parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori. Quanto potrà diffondersi il crowdfunding in Italia?

Le primarie di Matteo Renzi hanno dimostrato che la strada può essere intrapresa, ma il sistema italiano legato al finanziamento pubblico dei partiti difficilmente consentirà di sviluppare numeri come il crowdfunding americano. Quel che è certo è che non può essere un gesto lasciato alla campagna elettorale: i partiti devono cominciare da subito a costruire quel “ciclo di vita” del simpatizzante che lo possa portare a contribuire alla vita dell’organizzazione anche online.

Foto-giraffa

Parliamo ora di formazione. tra i corsi “The Vortex” dedicati al web ed al social quali sono i temi più richiesti dalle PMI?

Sicuramente social media ed e-commerce sono i grandi temi richiesti dalle PMI. Oltre a questo The Vortex lavora anche con grandi aziende e tratta temi più verticali come l’editoria digitale, la pubblicità online e l’uso dei media digitali per le singole industries, dal settore farmaceutico alla moda, dal food al turismo.

A giugno avete annunciato in rete che 2 nuovi formatori sono entrati nel vostro team per la crescente richiesta di formazione all’uso dei media digitali, Barbara Bontempi e Stefano Bellini. A quali tematiche si dedicheranno?

Barbara è una figura molto conosciuta nel panorama dei centri media e della comunicazione online: lavorerà soprattutto su questo fronte. Stefano è un “pezzo da novanta” della finanza online e ci consentirà di coprire temi anche tecnici in questo ambito.

Progetti futuri  per l’autunno? Dal 23 al 27 settembre Social Media Week torna a Torino. Pensate di partecipare?  

Vedremo: dipenderà dalla possibilità di trovare un accordo. Dai segnali che abbiamo la domanda di formazione ai media digitali è molto forte e siamo ormai attrezzati per soddisfarla da Livigno a Cosenza che, ad oggi, rappresentano i nostri estremi sul mercato italiano. Grazie mille!

Grazie a te, Andrea per il tempo che ci hai dedicato 🙂 ti seguiremo sicuramente.

Simo Pozzi (@SIMO2)

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