E-Cowork

Una rete di lavoro condiviso

E-cowork interviste: Patrizia Soffiati di :\\ Tre W

Ho conosciuto Patrizia sulla rete e ci siamo incontrate di persona al  GT Conference di GT Master Club a Torino. Come spesso accade nel web, ci si avvicina per interessi comuni e da un contatto virtuale nascono condivisioni, collaborazioni e molto altro. Abbiamo partecipato al corso di Storytelling al Lab121 e recentemente al Digital Festival di Torino. E tra appassionate di web e di social come noi, non poteva che nascere grande simpatia.

Ecco, quindi, una breve intervista alla Pat, come si definisce sul sito della web agency :\\Tre W

pat

Ciao Patrizia, leggo sul tuo profilo Twitter ; “passato di studi iberici e ufficio stampa, vocazione green” ci racconti com’ è nata la passione per il web?  Hai fatto studi specifici che potresti consigliare ad un giovane che voglia intraprendere quest’attività?

Ciao Simona, grazie per avermi ospitato sul blog e-coworkmagazine e di avermi dato l’occasione di parlare di me e del mio lavoro.

La passione per il web è nata sin da subito, dal momento in cui ho iniziato ad usare Internet, intorno al 1997/98. Avevo un’esperienza di lavoro come segreteria organizzativa e ufficio stampa  e pensai che realizzare siti internet fosse un modo nuovo e creativo di comunicare. La laurea in Lingue e Lett. Straniere mi è stata utile per leggere quel poco di letteratura che c’era sulla materia (quasi tutta in lingua inglese) ma naturalmente ho dovuto fare corsi specifici di tipo informatico, prima di impaginazione grafica e di html poi.

Da allora la professione di webmaster è cambiata molto, si sono definiti vari ruoli e specializzazioni per chi lavora alla progettazione e realizzazione di un sito web. Tuttavia resta una professione in cui servono molte competenze di carattere trasversale, per cui mi sentirei di consigliare un ciclo di studi che fornisca una base culturale ampia alla quale aggiungerei una formazione specifica in base alle proprie attitudini o interessi: marketing, informatica o visual, comunicazione.

La vostra agenzia :\\ Tre W  vede la partecipazione di altri 2 professionisti, Katia e Maurizio, da chi è nata l’idea? Siete insieme dalla nascita nel 2001?

Siamo una web agency piccola ma attiva, abbiamo superato ampiamente i 10 anni di attività e quindi credo che ce la faremo a continuare nonostante le difficoltà del mercato. J

trew

L’idea di avviare un’attività in proprio fu di entrambe, di Katia ed mia, e nacque contestualmente ad un progetto del Comune di Orbassano al quale partecipammo nel 1998. Il progetto prevedeva un percorso formativo e la possibilità di fare un’offerta per la realizzazione del sito dell’amministrazione comunale e la gestione di un servizio di internet point.  Insieme ad un altro socio, che ora non collabora più con noi, decidemmo di correre un rischio e darci un’opportunità.  Oggi nonostante le numerose difficoltà siamo ancora insieme e continuiamo a correre rischi, oserei dire con ancora più entusiasmo e passione di prima! Maurizio è con noi dal 2009 ma si è perfettamente integrato, anzi, la sua presenza è stata un’occasione di crescita e di apertura per Tre W.

Nel sito avete tradotto il vostro manifesto in infografica, iniziativa molto divertente ed originale. Cosa intendete quando affermate “ci  sintonizziamo con le persone”?

Grazie! Fra i punti di forza del nostro team la capacità di entrare in relazione con il cliente credo sia una nostra peculiare caratteristica. Nel fare questo lavoro saper parlare il linguaggio del cliente è fondamentale per ottenere fiducia e per coinvolgerlo nella strategia di comunicazione. Abbiamo alcuni clienti che sono rimasti con noi pressoché dall’inizio, e sono cambiati e cresciuti con Tre W, questo è un aspetto di cui sono molto orgogliosa.

A febbraio avete organizzato un evento social #aperisocial – come fare business con i social media, un’idea innovativa per il vostro territorio. Com’è stata recepita e pensate di riproporla?

“Un’idea innovativa per il vostro territorio” dice molto del senso di questa iniziativa. Le agenzie web spesso si vantano di lavorare a livello globale, anzi snobbano il locale, anche perché lavorando sul web si possono raggiungere i clienti ovunque.

E’ vero, ma noi siamo piuttosto legati al nostro territorio, conosciamo la realtà delle microimprese  che vi operano e ci sentiamo anche un po’ paladini nella promozione della cultura digitale. Sappiamo che gli strumenti del web sono quasi misconosciuti dalle piccole imprese – il nostro blog si rivolge proprio a loro – e notiamo ancora molta confusione e la necessità di essere accompagnati per mano (dice un nostro cliente) in questo mondo che per loro rappresenta una frontiera.

Accanto alla confusione c’è anche molta curiosità e per questa ragione abbiamo dedicato una serata per spiegare quali modalità di promozione offrano i social media. La partecipazione all’AperiSocial ha superato le nostre aspettative sia in termini di presenza che di risultati e ne organizzeremo presto altri.

Il prossimo appuntamento sarà a Orbassano (To) a fine maggio, in data da definirsi, un happy hour per parlare di Twitter. A breve pubblicheremo sul blog e sui social le info sull’evento, rigorosamente gratuito e informale. Siete tutti invitati , vi aspettiamo!

In collaborazione con il vostro comune organizzate corsi nelle scuole per avvicinare i giovani ad internet. Che consigli ti senti di dare ad un genitore con un figlio adolescente?

I genitori di ragazzi adolescenti spesso sono inconsapevoli o sottovalutano alcuni pericoli della Rete, neppure si immaginano come comunicano fra di loro i ragazzi. Leggevo proprio ieri un tweet che consigliava a tutti di seguire almeno un teenager per capire come comunicare su Twitter senza fare retorica.

Questo per dire che il modo con cui i ragazzi usano i social network è molto diverso dal nostro. Io sono mamma e penso che non sia bene per un genitore saperne meno di un figlio :  il web è uno strumento fantastico ma i ragazzi devono essere in grado di tutelare la loro identità digitale e devono essere consapevoli dei pericoli e adottare comportamenti rispettosi verso gli altri. I genitori, come la scuola, hanno il compito di guidare i ragazzi, di fornire loro gli strumenti critici per valutare certi comportamenti e per farlo devono essere loro stessi i primi a imparare a conoscere Internet e i social networks.

Pensate di organizzare corsi anche per gli over 60? Pare, infatti, che la popolazione più matura si stia appassionando al web e possa diventare più evoluta.

Cito @robertamilano che dice

Eh scherzi a parte, per gli over ’60 organizziamo corsi da circa 8 anni, è in effetti il nostro più grande bacino d’utenza. Si tratta per lo più di corsi di alfabetizzazione informatica e più raramente, per utenti più evoluti, trattiamo anche temi attuali come i social media, il voip, i blog. Gli over ’60 sono molto volenterosi ma hanno delle difficoltà oggettive nell’apprendere, gli ostacoli sono culturali o legati alla salute  e apprezzo molto la loro voglia di mettersi in gioco e ricominciare.

Insieme ad altri professionisti siete entrati a far parte del progetto Cowinning  che è stato presentato ufficialmente  il 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell’impegno per ricordare le vittime della mafia. Quali sono stati i vostri obiettivi? 

Cowinning è nato come un esperimento, una sfida: riuscire a realizzare in sinergia con altre persone conosciute solo virtualmente, un’azione di visibilità tramite la condivisione reciproca di post e tweet. L’idea è di Rachele Muzio (@webpersignore) ed è stata lei a coinvolgerci e proporci di entrare a farne parte, insieme ad altri 11 professionisti. In soli tre mesi da fine dicembre 2012 a marzo 2013 è diventato un progetto molto conosciuto. Tutto il gruppo si è da subito accordato nell’associare il progetto a iniziative di carattere etico per sostenerle e promuoverle sul web, ma si è attivato anche per dare rilievo alle buone pratiche e all’uso virtuoso dei social network.

Finita questa prima fase ci siamo tutti riuniti a @Villa_Acquaviva per conoscerci dal vivo e dare una direzione precisa al progetto, tenendo in conto le nostre disponibilità di tempo. Cowinning infatti è un progetto senza fini di lucro sostenuto da professionisti che hanno un proprio lavoro e spesso una famiglia per cui il tempo è una risorsa fondamentale e critica.

Nel sito di Cowinning si legge che è “diventato un laboratorio di idee di cultura digitale” dopo l’incontro nel  relais Villa Acquaviva, che cosa intendete realizzare?

Ci siamo dati un manifesto e ci siamo assunti un impegno reciproco, nonché un nuovo obiettivo, la promozione della cultura digitale. L’idea è di porci in ascolto, di intercettare e dare risalto nel nostro magazine  a modi nuovi e creativi di usare la Rete. Li sosterremo fornendo loro visibilità sul web, facendo circolare idee e  facendo networking.

Parallelamente continueremo a raccontare le nostre esperienze legate ai social network, forniremo pattern, case history, guide di utilizzo in un’ottica di sharing e partecipazione. Perché diciamolo, a noi questo lavoro piace assai, anzi parecchio!

Grazie Pat per il tempo che ci hai dedicato.  Ci vediamo prestissimo sulla rete e di persona.

Simo Pozzi (@SIMO2)

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5 commenti su “E-cowork interviste: Patrizia Soffiati di :\\ Tre W

  1. lab121coworking
    maggio 8, 2013

    L’ha ribloggato su Lab121e ha commentato:
    Patriza, socia lab121, intervistata per E-Cowork

  2. Alex
    maggio 8, 2013

    link al sito TRE W errato

    • E-COWORK
      maggio 8, 2013

      Grazie per la segnalazione!! 🙂

      • Alex
        maggio 8, 2013

        di nulla 😛

  3. Pingback: 3 interviste per conoscere meglio il team di Tre W | Tre W Blog

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