E-Cowork

Una rete di lavoro condiviso

Definire le Reti

Partendo, per ragioni di opportunità analitica, da un centro (Rete Egocentrata o Egocentrica per Individuo o Diade) per passare ad una Rete Parziale e tendere alla Rete Totale, è possibile verificare il tipo di legame che si è instaurato in una certa situazione (la rete è dinamica) misurando quattro proprietà (morfologiche): i rapporti sono valutabili in base ad intensità, durata , frequenza e confronto.

I molti modi per definire una Rete, proposti dalle diverse combinazioni possibili, attraversano diversi gruppi stabili ed istituzioni, estendendosi in parte in altre aree del sociale dove si trovano legami meno regolati, talvolta vincolati da criteri privati.

Non rispettando i confini tradizionali, un’analisi delle Reti può consentire la ricostruzione di una struttura sociale differenziata.

Con repertori di ruoli molteplici, combinazioni più o meno originali di esperienze e risorse offrono opportunità di adattamento e strategia innovative.

Anche se alcuni autori hanno voluto considerare solo reti e zone di primo grado, l’analisi delle Reti implica un particolare tipo di astrazione e non di relazione.

Comunque può esser utile a fini pratici tener conto di quattro variabili in una semplice scala di valore (alto – basso): trasformazione delle relazioni multiple in relazioni dirette; trasformazione delle relazioni multiple in relazioni laterali; densità delle relazioni laterali fra individui con rapporto diretto; ampiezza del rapporto fra relazioni dirette e laterali nel complesso e l’insieme delle relazioni osservate.

Le teorie del potere propugnate da Pluralisti ed Elitisti possono essere formulate in termini di reti.

Nel primo caso è ovvio che possono essere osservate le possibilità di relazioni multiple e di intervento anche saltuario da parte di una pluralità di soggetti.

Il punto di vista Elitista implica invece piccole Reti a densità elevata in cui le relazioni siano durevoli o perlomeno con un alto grado di stabilità (e di Controllo).

C’è comunque una tesi sul potere che si richiama in modo più esplicito alla problematica delle Reti: “gruppi informali” emergono come importanti gestori di potere ove questo non è ancora regolato da istituzioni organiche (come nel caso di livelli alti del sistema sociale dove cricche e coalizioni più o meno temporanee, in regioni ove le strutture del potere nazionale non sono veramente penetrate, intervengono nel  mondo della politica, degli affari, in tutti e due agendo strategicamente come gruppi informali).

L’astrazione analitica trova un livello concreto nell’immaginario collettivo del cyberspazio ed anche nella previsione sulla convergenza dei diversi media nell’unico mezzo digitale (autostrade informatiche).

Un’ulteriore estensione dei nostri sensi e dei nostri nervi che concentra l’attenzione del potere sulla creazione ed ancor più sulla traduzione delle informazioni.

Traduzione significa trasmissione del segnale con un minimo di energia, senza perdite o alterazioni dal polo ricettore a quello eflettore (non è il sistema che altera, dunque).

Claudio Braggio

 LE RETI RELAZIONALI immagine

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 27, 2013 da in Uncategorized con tag , , , , .
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