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Una rete di lavoro condiviso

Affabulazione, da vent’anni al centro della società civile di Ostia

affabuRicostruire un tessuto sociale corroso, sanarlo, farlo crescere e progredire. Sono i risultati ottenuti, nel giro di vent’anni, grazie al lavoro di un’associazione di cittadini, Affabulazione. Centro socio-culturale polivalente, nasce nel 1992 a Ostia dall’occupazione di locali utilizzati per lo spaccio di droga e per la malavita. Oggi è un luogo di una vitalità estrema, terra di contaminazioni tra il sociale, l’arte e la cultura, inclusivo e aperto alla partecipazione di tutti.

Affabulazione è la prova di quanto possa la società civile, soprattutto se guidata da intelligenze operose, come  le definiva PierPaolo Pasolini, dal quale il centro trae profonda ispirazione.

Per conoscere qualcosa di più sull’associazione, oltre a  quello che racconta il sito www.affabulazione.com, abbiamo  scambiato alcune parole con Filippo Lange, suo presidente per 6 anni e ora coordinatore di progetto.

Il nome che avete scelto per la vostra associazione, Affabulazione, è il titolo di una tragedia di Pasolini. Quali sono le motivazioni che sottendono a questa scelta?

I fondatori avevano conosciuto Pasolini nella sezione locale del PCI e avevano condiviso con lui il porta a porta nelle case popolari. Era il 1972, se ricordo bene. Tutta la poetica del centro è dedicata al pensiero di Pasolini. Pasolini definiva gli operatori del territorio intelligenze operose, indicando come obiettivo l’apertura di luoghi socio-culturali in cui dar spazio alle progettualità dei cittadini.

Come è nato il centro?

Il centro fu occupato da un comitato cittadino con l’intento di  preservarlo dal degrado: all’epoca era utilizzato da un gruppo di pusher come base logistica per lo spaccio e i furti. Da subito si avviarono sia attività culturali sia un’opera di ristrutturazione, grazie alle sottoscrizioni e al contributo dei cittadini. Succedeva 20 anni fa.

Sono 18 i soci che compogono lo zoccolo duro (Cristiano Repetto, Catia Castagna, Filippo Lange,  Enrico Venturini, Antonietta La Rocca, Edoardo La Rosa, Giorgia Celli, Giovanna Gandolfi, Viviana Mancini, Giulia De Canio, Simone Perra,  Roberto Fraschetti, David Ghollasi, Beatrice Burgo, Francesco Lembo, Nancy Aluigi Nannini, Giogia Frisardi, e Adriano Perra ), quali sono gli altri numeri rappresentativi e parlanti nella vita dell’associazione?

Abbiamo circa 300 soci, quelli citati sono o piu attivi. Tra di loro ci sono varie professionalità del mondo artistico e socio-culturale. In 20 anni abbiamo avviato almeno un centinaio di corsi, dal bonsai allo shatzu, alla danza-teatro e chi più ne ha più ne metta. Una quindicina di questi corsi sono ormai “storici” e sono messi in atto ogni anno.

Il centro si mantiene grazie alle quote versate per le iscrizioni ai corsi, parte delle quali rimane al centro.  Fa inoltre fundraising con gli enti locali e sovralocali, e organizza spettacoli serali nei weekend.

Affabulazione organizza attività a sfondo sociale,  attività culturali e artistiche, attività formative. Dalla descrizione delle varie attività che si trova sul sito, si ha l’impressione che il team di Affabulazione sia sempre pronto a cogliere le diverse occasioni di proporre qualcosa di utile per la cittadinanza, nelle modalità più disparate. Come convivono e si integrano le diverse anime del centro? C’è un filo conduttore che le accomuna?

Il filo conduttore è il lavoro di rete, la dimensione sociale e quella culturale e artistica che si contaminano continuamente tra di loro. Un esempio è il lavoro con i Rom, un lavoro sociale che diventa artistico e porta alla creazione di spettacoli sui e con i Rom, pubblicazione di libri, avvio di laboratori e progetti speciali come i baratti culturali. Ma si possono fare molti altri esempi. Nel centro hanno sede Libera, Amnesty e alcune realtà giovanili, oltre a sportelli sociali di mutuo soccorso. La mission è di rafforzare la società civile con proposte e progetti culturali per tutte le fasce di età.

Che impatto avete notato sulla comunità locale e sul sociale? Quali sono le iniziative più seguite ? Quali quelle di particolare successo?

Gli sportelli sociali sono frequentati soprattutto dagli abitanti delle case popolari, mentre l’offerta culturale interessa maggiormente la classe media. Crediamo che il lavoro di rete di rafforzamento delle realtà del territorio sia l’elemento centrale della nostra politica in ambito locale. Le reti si sono rafforzate e moltiplicate nel corso di questi anni.

Tra le vostre attività organizzate numerosi corsi di formazione. Siete al corrente di ricadute positive sulle possibilità occupazionali di chi li ha frequentati?

La maggior parte dei corsi non ha l’obiettivo di professionalizzare, anche se abbiamo l’intenzione di dare sempre piu attenzione a questo aspetto. Organizziamo inoltre scambi giovanili europei col programma YOUTH, un’opportunità vera e positiva per molti dei nostri ragazzi giovani, soci e non del centro.

Collaborate con numerose istituzioni pubbliche. Sul vostro sito si citano per esempio la collaborazione con la ASL Rmd per l’istituzione di corsi di arte terapia, la collaborazione con  istituti scolastici per corsi di teatro, oltre al fatto che Affabulazione è Coordinatore nazionale di progetti europei per conto della Commissione Europea. Ritenete che l’impatto del  vostro lavoro sia adeguatamente percepito e valorizzato dal settore pubblico, oppure pensate che potreste essere ancora più efficaci se poteste avere un maggior coinvolgimento ?

Siamo una realtà che ha guadagnato rispetto presso le istituzioni grazie alla qualità del lavoro, anche in ambito europeo, come coordinatori nazionali di molteplici progettualità delle direzioni generali della UE. Tuttavia accreditarsi sul piano sovralocale non si traduce in un accreditamento locale dove le appartenenze politiche, di area politico culturale, spesso pesano troppo e impediscono l’assunzione di criteri meritocratici.

Tra i progetti più particolari che avete portato avanti, e che tu hai già citato, c’è il progetto in collaborazione con la comunità Rom del campo nomadi di Acilia, che ha dato origine a una collaborazione pluriennale con feste Rom e la ristampa di un libro sulla realtà del campo Rom. Che impatto ha avuto questo progetto sulla comunità Rom e sui suoi rapporti con la comunità locale nella quale i Rom sono inseriti ?

Abbiamo contribuito ad allargare la rete di sostengo laica e cattolica a favore del campo Rom, anche con iniziative culturali. Tra poco ristamperemo il libro scritto dal capo-campo e avvieremo nuovi laboratori artistici con i bambini, nell’ambito di un progetto europeo contro le discriminazioni. Abbiamo contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Grazie Filippo per la collaborazione.

Enrica Orecchia (@enricaorecchia)

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 7, 2013 da in coworking con tag , , , , , .
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